Nel mirino degli investigatori erano finiti per i loro affari nel campo dell’edilizia, della droga e del pizzo a cui dovevano sottostare perfino i giostrai e i proprietari delle bancarelle della festa delle Anime Sante. Secondo l?accusa a muovere tutto era la mafia con gli uomini del mandamento di San Giuseppe Jato e di San Cipirello che non avrebbero esitato ad espandere i loro traffici anche nel capoluogo. Adesso il Gup Maria Cristina Sala, accogliendo le richieste dei sostituti procuratori Dario Scaletta, Federica La Chioma e Bruno Brucoli, ha inflitto quattro condanne con il rito abbreviato.
