Le armi tuonano e ruggiscono, tengono sotto scacco periferie e commercianti, spargono sangue e seminano paura. Non passano nemmeno 9 ore dall’efferato omicidio al Cep di Placido Barrile, 34 anni, trovato a bordo della sua Smart con 5 colpi esplosi in faccia in via Filippo Paladini, che lo Zen torna a riassaporare il piombo. E non ci è scappato il morto solo per miracolo. Messaggi inquietanti, che risucchiano la città in un gorgo di violenza e di sopraffazione che sembra riportare le lancette degli orologi agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Una deriva inquietante e pericolosa, mentre la politica, in modo “bipartisan”, chiede al prefetto e al Governo una stretta. In azione, ancora una volta, il kalashnikov (lo stesso che ha sparato anche in via Don Minzoni la notte del 30 aprile?) e il gruppo che da novembre bussa in modo feroce alle saracinesche degli esercizi commerciali.
