A un certo punto gli investigatori palermitani all’ascolto dei trafficanti “fuorilegge” capitanati da Gabriele Pedalino sentono anche la parola “puzza”. Il fantasioso linguaggio in codice serviva a indicare, col vano tentativo di depistare in caso di intercettazioni, la droga. Il vocabolario era molto variegato: “007”, “Bianca”, “C”, “Cuosa”, “Minuti”, “Palline”. Ma alcune volte si parlava senza freni e si diceva espressamente “cocaina”. Per il gip che ha firmato l’ordinanza in carcere non ci sono dubbi. La facilità di decriptare dei detective poi è collegata anche al contesto ambientale dei dialoghi o delle chat captate. “Le attività tecniche” hanno più volte consentito di seguire “in presa diretta” conteggi e consegne di denaro e droga e di registrare commenti su qualità, quantità e corrispettivi.
