C’è un punto sottolineato dalla Procura: soltanto grazie alle denunce presentate da “coraggiosissime vittime” è stato possibile ricostruire il contesto, che è purtroppo soltanto una minima parte dei ricatti del racket in Sicilia, destinata in buona parte a restare nascosta dietro la cappa di assoggettamento e omertà. I messaggi del “pizzo” Una conferma del ruolo di Verga s’è avuta l’11 giugno, dopo il fermo di Rosario Piazza e Davide Carcione. Dai loro telefoni s’è potuto accertare come Piazza fosse “a disposizione” di Verga. E come, lo stesso 11 giugno, qualche ora prima dell’esecuzione del provvedimento, Piazza e l’altro indagato Gian Mattia Celestino sotto la “direzione” di Verga avessero appiccato il devastante incendio in una delle sedi della Sicily by Car in via San Lorenzo.
