Clienti che scelgono di passare all’offerta meno vantaggiosa. Fornitori che improvvisamente alzano i prezzi. Persino un’azienda controllata dallo Stato, come l’Eni, che all’improvviso presenta un’istanza di fallimento per un debito di poche migliaia di euro. E poi le banche che non fanno credito, le istituzioni che voltano le spalle, i tavoli di supporto provinciali mai convocati: è un fallimento su tutta la linea, quello dell’imprenditoria di Stato che si sostituisce a Cosa nostra. Un fallimento impietoso, messo nero su bianco nella relazione che la commissione parlamentare Antimafia presieduta da Claudio Fava ha approvato all’unanimità: su 780 aziende siciliane confiscate a Cosa nostra, infatti, solo 39 risultano attive e delle 459 per le quali è stato completato l’iter448 sono state poste in liquidazione. Una débacle.
