Bagarella contro Grado: non sono uno sbirro. Riina difende “Luchino il galantuomo”.

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L’accusa di essere sbirro pesa di più di quella di avere commesso omicidi e stragi e per questo Leoluca Bagarella e Totò Riina contestano le dichiarazioni del pentito Gaetano Grado. Al processo sulla trattativa Stato-mafia Riina definisce «un galantuomo» il cognato superkiller, che dal canto suo continua a parlare del fratello, Calogero Bagarella, morto nel 1969, come di una persona tuttora in vita e latitante.