Dieci anni di carcere ai presunti nuovi boss di Belmonte Mezzagno. E potevano essere 5 di più se il processo non si fosse svolto con il rito abbreviato con sconti di pena di un terzo. Questa la sentenza del gup Simone Alecci a carico di Salvatore Francesco Tumminia e Giuseppe Benigno che scampò al fuoco dei killer nel dicembre de 2019. Un agguato sentito in diretta dai carabinieri che avevano messo sotto controllo l’indagato, un imprenditore edile, sospettato di essere legato a filo doppio alla cosca del paese. I due imputati rispondevano di associazione mafiosa, un terzo invece di favoreggiamento.
