Quarantotto milioni di euro sono volati via in un solo giorno: 45 a Caltanissetta e 3 a Trapani. E con loro il paravento di altri due imprenditori “amici”, Paolo Farinella, 70enne originario di Gangi ma residente a Caltanissetta e ritenuto dagli inquirenti “interlocutore privilegiato” di esponenti di spicco di Cosa nostra, e Vito Tarantola, 57enne imprenditore edile trapanese vicino al boss Vincenzo Virga. Un altro pezzo dell’enorme patrimonio accumulato dal braccio economico di Cosa nostra che passa allo Stato, altri due decreti di confisca e di sequestro firmati da quelli che oggi in Sicilia sono i magistrati più a rischio di tutti, i giudici delle sezioni misure di prevenzione che — lavorando nell’ombra — subiscono sempre più spesso minacce di morte e pesanti intimidazioni.
