Donne con neonati in braccio, giovanissimi pusher in età da scuola dell’obbligo, organizzazioni in ambito familiare, partite che viaggiano occultate in scatoli di pasta e in ambulanze. Le vie del traffico, e le modalità dello spaccio, sono infinite. Catania resta un crocevia importante per le rotte internazionali degli stupefacenti, quasi un «hub» dal quale si irradiano i mille canali della distribuzione al minuto. Tutto passa dal controllo della famiglia Santapaola-Ercolano di Cosa nostra e con il frequente utilizzo di insospettabili, a Catania come a Ragusa. Forse una nuova tattica delle organizzazioni criminali che, dopo i duri colpi subiti negli ultimi periodi, devono cercare di eludere sempre più l’attività di contrasto delle forze di polizia.
