Le pene sono state ridotte, rispetto al primo grado, ma l’impianto accusatorio regge ampiamente: le estorsioni al supermercato Alis di via Eugenio L’Emiro, alla Zisa, ci furono e a metterle a segno furono quattro mafiosi delle cosche di Palermo Centro e della Noce. Fra di loro il pentito Angelo Casano, il cui racconto è stato duramente contestato dai difensori, ma che è stato invece pienamente creduto dalla quarta sezione della Corte d’appello, presieduta da Maria Patrizia Spina.
