. E’ la mafia di sempre. Sanguinaria e spregiudicata. Vito Galatolo, l’ex boss dell’Acquasanta, confessa che aveva deciso – prima di pentirsi lo scorso novembre – di uccidere sua sorella Giovanna, che aveva già iniziato a collaborare con la Giustizia. Ed è ancora lui che aveva contribuito alla colletta promossa dai boss per l’acquisto in Calabria di 200 chilogrammi di tritolo destinato al pm di Palermo Nino Di Matteo. Tritolo che finora non è stato trovato nelle campagne di Monreale e neppure ieri, nel corso del blitz della Guardia di Finanza in Fondo Pipitone e che ha portato al fermo di Vincenzo Graziano
