Una vecchia condanna per concorso esterno in associazione mafiosa non aveva fermato l’ascesa imprenditoriale di Rosario Castello. Dopo la parentesi del carcere, aveva intestato il suo impero ai figli, e le aziende di famiglia erano cresciute. Ma non sono sfuggite alle indagini del Gico, il gruppo antimafia del nucleo di polizia tributaria di Palermo, che ha chiesto e ottenuto il sequestro del patrimonio di Castello.
