In una tasca la tesserina gialla del reddito di cittadinanza, nell’altra i pizzini con le ordinazioni dei clienti e le dosi di cocaina. Una regola, più che un’eccezione, se delle 58 persone indagate nell’ambito dell’operazione Nemesi contro il traffico di droga allo Sperone, ben 34 erano destinatarie del sussidio mensile che spetta a chi non ha lavoro. Ma l’organizzazione che avrebbe avuto al suo vertice Giovanni Nuccio, 33 anni e residenza a passaggio Felice Giuffrida, una delle piazze dello spaccio più attive in città, macinava soldi con intere famiglie impegnate senza sosta e in un anno sarebbe arrivato a portare profitti fino a un milione e mezzo di euro da spartire fra i tanti partecipanti al business, disoccupati solo per lo Stato.
