È arrivato di buon mattino con il volto teso davanti all’aula bunker, accompagnato dai familiari. Vincenzo Agostino aveva in mano le foto di suo figlio, della nuora e della moglie, Augusta Schiera, morta due anni fa senza sapere chi fosse l’assassino del suo Nino. Lui almeno un nome l’ha saputo, ma è ancora poco, e la barba continuerà a tenerla lunga fin quando non si conoscerà tutta la verità.
