C’è sempre qualcuno che lo ossequia. Nel 1995, Gaetano Scotto era ospite d’onore al matrimonio del figlio di Vito Rizzuto, a Montreal, in Canada. «Era in rappresentanza delle famiglie siciliane, ma in incognito, lo chiamavano Nino – ha raccontato il pentito Oreste Pagano – Alfonso Caruana mi disse che nel 1989 aveva ammazzato un poliziotto e sua moglie perché aveva scoperto i legami fra esponenti di Cosa nostra e la questura di Palermo». Ventuno anni dopo, nel gennaio 2016, Gaetano Scotto esce dal carcere dopo avere scontato una condanna, e trova non una sala trattenimenti ad accoglierlo, ma un intero quartiere. Il 13 giugno, gli investigatori della Dia che gli hanno piazzato un trojan nel cellulare, lo seguono mentre sale con la fidanzata sulla barca che trasporta la vara di Sant’Antonio da Padova.
