A tre mesi dagli arresti che dalla Sicilia erano arrivati a far traballare l’ormai disciolto governo giallo-verde, toccando l’entourage dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e della Lega, il procuratore aggiunto Paolo Guido ed il sostituto Gianluca De Leo hanno chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per l’ex consulente per l’Energia di Salvini, Paolo Arata, per suo figlio Francesco Paolo, ma anche per i loro presunti soci in affari alcamesi, il «re dell’eolico» Vito Nicastri, ritenuto vicino ad ambienti mafiosi, e suo figlio Manlio, nonché un loro presunto prestanome, Antonello Barbieri.
