La notte si fa nera su Ballarò, a Palermo: una scatola cinese che si apre con facilità. Basta guardare oltre la vetrina di folklore allestita a uso e consumo dei turisti del weekend e della stampa estera. «Sono un padre di famiglia», dice un giovane. Pochi denti, maglione liso. «Mi dai qualche moneta? Devo sfamare i bambini, in cambio ho questa». Durano poco i convenevoli a Ballarò: da sotto la lingua tira fuori una pallina bianca grande quanto una falange. È avvolta nella pellicola. È crack. Costa cinque euro, il prezzo del “viaggio” che lui ha fatto più volte.
