«L’hanno chiamato a dovere… di darmi ventimila euro “sennò qua t’acconcio”. Ci ha dato venti mila… Ed ora ogni mese». L’attività investigativa ha svelato anche la pesante pressione a cui venivano sottoposti imprenditori e commercianti della zona costretti a subire intimidazioni se non cedevano alle richieste di pagamento del “pizzo”. Tra i reati ricostruiti sul piano della gravità indiziaria c’è infatti la ricostruzione di una estorsione aggravata dal metodo mafioso da parte di un esponente della ‘ndrina Loielo ai danni di un importante imprenditore locale il quale sarebbe stato costretto a corrispondere alla ‘ndrina la somma di 20mila euro, più altre quote mensili non precisate. In una seconda ordinanza notificata ieri è contestata una tentata estorsione avvenuta nel giugno del 2025 a Sorianello.
