In tempo di emergenza Covid, i “re” del gioco di Cosa nostra – insospettabili imprenditori – non si sono fermati. E appena è stato possibile, a maggio, hanno messo a segno il primo colpo: si sono ricomprati l’agenzia di via Franz Liszt 19/21, che l’anno scorso era stata sequestrata dopo le indagini della squadra mobile sul clan Inzerillo. All’epoca, l’agenzia era ufficialmente della “Bet and games” di Luca Bonafede, un prestanome dei padrini di Passo di Rigano, adesso è della “Gaming management group” di Vincenzo Fiore, uno degli arrestati nel blitz del Gico della Guardia di finanza disposto dalla procura diretta da Francesco Lo Voi. Ieri sono finite in manette otto persone, i signori delle scommesse che dal 2007 a oggi sono riusciti addirittura a comprare tre concessioni dall’Agenzia dei Monopoli e ad acquisirne altre due da aziende del settore. Un volume d’affari di 100 milioni di euro attraverso le agenzie dislocate fra Sicilia e Campania, un fiume di soldi che finanzia i clan.
