Quattro anni fa, era diventato il simbolo dell’antimafia nel feudo dell’imprendibile latitante: l’oleificio “Fontane d’oro” di Campobello di Mazara era stato sequestro al boss Francesco Luppino, uno degli ambasciatori più fidati del capomafia di Castelvetrano. Già qualche mese dopo, però, i boss erano tornati a controllare l’azienda, grazie a –due insospettabili imprenditori, che avevano accettato di fare da prestanome: Vincenzo Peruzza, di Castelvetrano, e Vincenzo Torino, di Napoli, erano riusciti a farsi affittare due rami d’azienda della “Fontane d’oro s.a.s.” . Anche i due manager sono stati arrestati dai carabinieri del Ros nel blitz di venerdì mattina.
