Ai convegni diceva: «Bisogna avere il coraggio di denunciare la mafia». L’imprenditore del calcestruzzo Vincenzo Artale si vantava di essere diventato un simbolo nella terra dei superlatitante Matteo Messina Denaro: «Io il coraggio l’ho avuto – ripeteva – nel 2006 ho denunciato chi voleva farmi pagare il pizzo». E il ministero dell’Interno l’aveva pure risarcito, con 250 mila euro. Ma, intanto, i nuovi boss di Castellammare del Golfo, quelli che contavano per davvero, avevano iniziato a sponsorizzare il calcestruzzo di Artale, imponendolo alle ditte che facevano lavori pubblici e privati nella provincia di Trapani.
