Mafia e affari a Porta Nuova. In 38 vanno sotto processo.

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Oltre al pizzo e alla droga, anche i presunti investimenti in un’azienda di bus turistici, in pub ed osterie, nonché nella vendita di caffè. Erano affari decisamente diversificati, quelli che i boss di Porta Nuova avrebbero fatto negli ultimi anni, così come era emerso nell’inchiesta dei carabinieri «Atena» del 12 marzo dell’anno scorso. Ieri, il gup Clelia Maltese ha rinviato a giudizio 38 imputati (la maggior parte hanno scelto il rito abbreviato), tra cui figurano i vertici di uno dei mandamenti storicamente più potenti della città, cioè i fratelli Gregorio e Tommaso Di Giovanni.