La provincia di Messina doveva rimanere una zona tranquilla per poter ospitare latitanti, mentre si intrecciavano rapporti tra le famiglie mafiose messinesi, catanesi e palermitani per la gestione degli appalti. È lo scenario che emerge dall’operazione antimafia «Ghota III», scattata all’alba di ieri con l’arresto di 15 persone accusate, a vario titolo, di estorsione, associazione mafiosa, omicidi ed appropriazione indebita, e con il sequestro di beni per un valore complessivo di 15 milioni di euro.
