I pizzini e la droga: a Castelbuono la mafia delle Madonie aveva stabilito il suo centro nevralgico. Da un lato la corrispondenza tra i boss passava da lì, dall’altro fiumi di cocaina giungevano nella cittadina dove venivano divise le dosi e destinate allo spaccio al dettaglio nei comuni vicini.
Antonio Maria Scola, tra i condannati dalla prima sezione della Corte d’appello di Palermo al processo Black Cat, sarebbe stato il reggente della locale famiglia mafiosa, come racconta Giuseppe Spallino.
