Mafia, tre anni fa la cattura di Messina Denaro: Cosa nostra “frammentata” in cerca di un capo autorevole

Una data storica: il 16 gennaio 2023. Matteo Messina Denaro da quel giorno non è stato più un fantasma. I carabinieri del Ros arrestarono il latitante di Castelvetrano. La notizia arrivò proprio quando l’Italia aveva appena finito di ricordare i 30 anni della cattura del “capo dei capi” di Cosa Nostra, Totò Riina, avvenuta il 15 gennaio 1993. Il boss fu trasferito al carcere de “L’Aquila”, che poi è diventato la sua tomba. Il mafioso aveva il cancro. Una schiaffo alla mafia. Contro quella mafia stragista che ha ferito l’isola. Che ha insanguinato la Sicilia. Vittime innocenti: poliziotti, carabinieri, giudici, commercianti, giornalisti. Un attacco frontale allo Stato. Messina Denaro era forse l’ultimo volto di quella mafia agguerrita e feroce. Ma il boss defunto era anche il volto degli affari, dell’impresa, delle relazioni. Relazioni che lo hanno aiutato ad essere invisibile per tre decenni. Ma cosa è accaduto in questi tre anni? I cronisti, un po’ romanzieri, guardano al mistero di Giovanni Motisi, soprannominato “U Pacchiuni” (il ciccione). Dopo la morte di Matteo Messina Denaro è diventato il latitante da catturare.