«Non è affatto rimasto nei cassetti il rapporto “Oceano” della Dia, che nel 1994 delineava un possibile scenario dei mandanti delle stragi, coinvolgendo Licio Gelli, servizi segreti deviati, pezzi della destra eversiva e ambienti imprenditoriali. Quel rapporto lo sviluppai, ma poi io e i miei colleghi non fummo messi in condizione di continuare a lavorare». Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, ha appena letto l’articolo di “Repubblica” che racconta la storia di un dossier importante che la Direzione investigativa antimafia aveva inviato nel 1994 alle procure di Palermo, Roma, Milano e Firenze. «Un dossier dimenticato», ha denunciato la commissione regionale antimafia diretta da Claudio Fava nell’ ultima relazione, sul depistaggio attorno alla strage Borsellino.
