Le principali organizzazioni criminali italiane – ’ndrangheta, camorra, Cosa nostra e consorterie pugliesi – continuano a rappresentare attori centrali nel panorama dei traffici illeciti nazionali e internazionali. È quanto emerge dalla “Relazione annuale dell’intelligence” presentata ieri a Roma. La forte capacità di radicamento territoriale, unita a una crescente proiezione transnazionale, consente a queste organizzazioni di adattarsi ai cambiamenti dei mercati illegali, mantenendo un ruolo di primo piano soprattutto nel narcotraffico, ma anche nel commercio di armi, nella tratta di esseri umani e nella gestione illegale dei rifiuti. L’azione criminale non si limita ai traffici illeciti: permane infatti una significativa tendenza a infiltrarsi nei gangli delle pubbliche amministrazioni, come dimostrano i diversi scioglimenti di enti locali per infiltrazioni mafiose registrati nel corso del 2025.
