«Niente voti dai mafiosi»: pena ridotta a Bevilacqua.

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I capi di imputazione più pesanti sono caduti. Così, a due anni e mezzo di distanza, la seconda sezione penale di Corte d’appello, presieduta dal giudice Fabio Marino, a latere Ferdinando Sestito e Alfonsa Maria Ferrara, ha quasi ribaltato il verdetto in primo grado del processo su scambio politico-mafioso e corruzione elettorale, nel quale il principale imputato è Giuseppe Bevilacqua, che nel 2012 era candidato con Cantiere popolare per un posto al consiglio comunale di Palazzo delle Aquile.