Palermo, confiscato per mafia il patrimonio del re della cave Bordonaro.

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Dopo dieci anni di processo e oltre duecento udienze il presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Raffaele Malizia ha emesso il decreto di confisca del patrimonio, stimabile in non meno di cinquanta milioni di euro, dell’ex re delle cave Giuseppe Bordonaro e di tredici fra eredi e familiari a cui era stato intestato parte del patrimonio frutto delle attività illecite dell’imprenditore. Per gli inquirenti della Dda Giuseppe Bordonaro, insieme ai fratelli Pietro e Benito e il padre Salvatore, morto nel 2005, gestiva cave di pietra, produceva e commercializzava calcestruzzo, conglomerati bituminosi, cemento, materiale per costruzioni e marmo. Dalla cava Bordonaro si estraeva un marmo pregiato, la pietra di Billiemi. E grazie all’appartenenza a Cosa nostra, Bordonaro ha consolidato la sua posizione nel settore degli appalti.