Palermo, l’imprenditore Mancuso condannato per bancarotta ma non faceva affari col boss

Si chiude in primo grado, con rito abbreviato, il processo sull’inchiesta che aveva scoperchiato il presunto sistema mafioso dietro le gelaterie a marchio Brioscià. Il gup Lorenzo Chiaramonte ha assolto Mario Mancuso – difeso dagli avvocati Lorenzo Bonaventura e Riccardo Ruta – dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso «perché il fatto non sussiste», condannandolo invece a tre anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. La Procura aveva chiesto una pena più severa. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dalla guardia di finanza, era esplosa nell’agosto 2024 con il sequestro preventivo di circa un milione e mezzo di euro. Gli investigatori ipotizzavano un controllo mafioso sul business del gelato attraverso la catena Brioscià.