L’orologio sembra tornato indietro nel tempo a Palermo. Come 22 anni fa, quando in città comparvero decine di manifesti come forma di ribellione alla pressione asfissiante del racket delle estorsioni e poi rivendicati da un gruppo di giovani sotto la sigla di Addiopizzo, ieri il quartiere Uditore-Passo di Rigano, nella periferia nord di Palermo, si è svegliato tappezzato di centinaia di adesivi appiccicati nei pali della luce, nelle cabine dell’Enel, nei muri della piazza principale e in ogni angolo ben visibile. Il formato è quello delle vecchie cartoline e il messaggio lanciato dagli autori dell’iniziativa, rimasti anonimi, è indirizzato ai vecchi boss di Cosa nostra che hanno scontato le loro condanne per reati di mafia e sono stati scarcerati dopo le detenzioni in carcere. «Ai boss condannati per mafia e scarcerati: bentornati, ci auguriamo che il carcere vi abbia rieducati. Tuttavia se proverete a chiedere il pizzo noi vi denunceremo e voi tornerete in carcere»: è la scritta sulle cartoline senza firma.
