Il meccanismo lo aveva innescato lui, lo avevano definito il superteste, l’uomo che aveva risvegliato le coscienze e le memorie di chi sapeva e per anni non aveva parlato della Trattativa. Per poi scoprire che no, Massimo Ciancimino non era attendibile né sapeva niente di decisivo. Alla fine il figlio dell’ex sindaco mafioso è risultato tanto irrilevante, nel processo sulla Trattativa Stato-mafia, da essere tirato fuori in anticipo, ieri, con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Decisione pronunciata dalla seconda sezione della Corte d’assise d’appello, che ha stralciato Ciancimino e continuerà a giudicare gli adesso sette imputati del dibattimento sui presunti accordi inconfessabili tra pezzi di Cosa nostra e pezzi delle Istituzioni, nel periodo delle stragi del ‘92-93.
