«Pizzo in carcere», condannati boss e famiglia.

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Da boss della cosca di Bagheria si sarebbe sentito offeso nell’onore per le parole di un altro detenuto, che farebbe parte dello stesso clan, intercettate e trascritte in un’ordinanza di custodia cautelare. Per lavare l’onta, Pietro Liga avrebbe così preteso 20 mila euro (poi ridotti a 2.500) da Leonardo Granà, imprenditore edile di Santa Flavia, finito in cella nel giugno del 2014 nell’ambito dell’operazione «Reset».