Da Palermo al Messinese, passando per l’Agrigentino, il Nisseno, la provincia di Trapani ed il Catanese. La mafia e la “stidda” hanno scelto ampie porzioni del territorio siciliano per nascondere le tante vittime della “lupara bianca”. E se l’unico caso conosciuto di “cimitero della mafia”, nell’immediato dopoguerra, riguarda le foibe della Rocca Busambra (nel Corleonese) ecco che negli anni ’80 i clan mafiosi hanno utilizzato questa barbara tecnica per celare i sanguinosi crimini.
