Avvolti nelle bandiere dell’Antimafia fanno quello che sanno fare meglio. Si nascondono. Con una mafia che non spara più e con un’antimafia sociale spompata e ormai incapace di riconoscere i propri nemici, loro si sentono al riparo.Promuovono attività antiracket, firmano inutili protocolli di legalità, sottoscrivono codici etici, tengono banco a conferenze e dibattiti sul pizzo, battono cassa nelle prefetture per avere risarcimenti come vittime del crimine. Poi prendono ordini dal capo di Cosa Nostra del loro territorio. Questo Vincenzo Artale arrestato ieri dai carabinieri vale come una conferma, è un’altra prova di quella che è l’«evoluzione» della specie mafiosa.
