Con il patteggiamento di Totò Cuffaro e il rinvio a giudizio di sei tra manager, medici e imprenditori, arriva al primo giro di boa l’inchiesta che ha scosso la sanità siciliana e appalti. L’ex presidente della Regione, indagato per corruzione e traffico di influenze illecite, chiude con una pena concordata con la Procura dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano: tre anni (gli restano da scontare 31 mesi ai servizi sociali nella casa di accoglienza “Casa del sorriso”, attraverso lavori di pubblica utilità). Cuffaro può lasciare i domiciliari, dove era da dicembre. Per gli altri il calendario è segnato: il 7 settembre, davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo, comincerà il processo per Roberto Colletti, Antonio Iacono, Vito Raso, Mauro Marchese, Marco Dammone e Sergio Mazzola. A luglio sarà discussa con rito abbreviato la posizione del faccendiere Ferdinando Aiello. A decidere è stata il gip di Palermo Ermelinda Marfia, che ha accolto la richiesta di patteggiamento concordata con la Procura.
