HA TENTATO il suicidio per due volte. Ha afferrato il lenzuolo della cella nel braccio di massima sicurezza del carcere Pagliarelli, dove si trovava rinchiuso da tre giorni, e se l’è avvolto al collo. È un mistero la ragione per la quale Fabio Tranchina, arrestato martedì scorso all’aeroporto di Punta Raisi con l’ accusa di avere partecipato alla strage di via D’Amelio e di essere un uomo della famiglia mafiosa di Brancaccio, ha deciso di togliersi la vita.
