Usura a Bagheria, madre e figlia condannate a 4 anni.

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Non riuscivano ad arrivare alla fine del mese e si indebitavano per prestiti da 50 euro. Quando non pagavano gli interessi, ricevevano avvertimenti di morte e di percosse. È uno scenario inquietante, come descritto dal pm Annadomenica Gallucci durante la requisitoria, quello che emerge dall’inchiesta «The family business», che ha consentito di far luce su «una nuova figura: quella dell’usuraio della “porta accanto”», per gli inquirenti rappresentato da Anna Di Salvo e Vincenza Morana, madre e figlia. Una pensionata e una casalinga insospettabili che per «arrotondare», come loro stesse avevano ammesso nell’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto, si erano dedicate «all’usura come strumento illecito di arricchimento».