A dettare legge negli affari illeciti della mafia in provincia di Messina sono i barcellonesi. I messinesi sono subalterni. A spiegarlo il procuratore capo Guido Lo Forte.
località: Messina
Colpo alla mafia barcellonese, ventidue arresti.
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Estorsioni, rapine, droga e disponibilità di armi micidiali come il kalashnikov. La nuova generazione della mafia barcellonese segue i modelli della vecchia guardia adeguandosi anche negli affari criminali con i tentativi di infiltrazione nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. E’ lo scenario che emerge con l’operazione “Gotha 5”, il quinto capitolo dell’inchiesta sulla famiglia mafiosa barcellonese.
Agguati e minacce, così comandavano i baby-boss.
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«Dobbiamo entrare… perché siamo noi. Tu non sai chi sono io… ti scippo la testa». Poche “convincenti” parole bastavano ad aprire le porte di tutte le discoteche di Milazzo. A 20 anni, Giuseppe Ofria, parla e si muove già come un boss. Lui e il suo gruppo facevano il bello e il cattivo tempo sulla […]
D’Amico: ho ucciso io Tramontana, voleva eliminare Melo Bisognano.
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Nuovi pezzi di storia mafiosa barcellonese che emergono da un’aula di giustizia. E li racconta sempre il pentito Carmelo D’Amico, che da giovane “manovale” della famiglia è arrivato in alto fino a diventarne il capo, insieme a Giovanni Rao e Sem Di Salvo, dopo il lungo regno di Giuseppe Gullotti. L’occasione è stata la nuova […]
«Ciao Gioia»: 21 arresti per spaccio di droga.
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“Ciao gioia ci vediamo alle 18”, oppure “Ciao Gioia posso venire ora”. Questo il tenore dei messaggi scambiati per gli appuntamenti per la droga. “Gioia” una parola d’ordine che non mancava quasi mai negli sms intercettati nell’indagine che ieri all’alba è sfociata nell’operazione “Gioia” con 21 arresti, 13 in carcere e 8 ai domiciliari, altre […]
D’Amico sentito da due procure sulla trattativa Stato-mafia.
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I colloqui nel carcere di Opera con il boss Nino Rotolo e Vincenzo Galatolo sulla trattativa. Le confidenze di cella a141 bis, i nomi e cognomi. Tutto quello che sa su questi argomenti il pentito barcellonese Carmelo D’Amico, che dallo scorso luglio ha scelto la strada della collaborazione, lo ha detto in un lungo interrogatorio […]
«Marchetta chiese voti alla mafia per Beninati».
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Ancora una lunga deposizione. Ancora nuove rivelazioni su Barcellona e dintorni tra legami mafiosi, omicidi e agguati, che arrivano fino all’ipotesi d’attentato al magistrato palermitano Nino Di Matteo. È terminata solo nel primo pomeriggio di ieri la nuova audizione in videoconferenza del pentito barcellonese Carmelo D’Amico al processo d’appello “Gotha 3”.
Sequestrati beni per 12 milioni di euro ad Antonino Magnisi.
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Prima l’arresto, poi la condanna e adesso il sequestro. Piove sul bagnato per Antonino Magnisi, 85 anni, invischiato nell’inchiesta denominata “Grano maturo”. L’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria che si è abbattuta sul suo capo è stato scritto poche ore fa, con l’apposizione dei sigilli a beni che compongono il suo patrimonio.
Favori ai detenuti in carcere. Emessi 28 avvisi di garanzia
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Tocca la tappa della conclusione delle indagini preliminari l’operazione “Alexander”, su presunti favori ai detenuti nel carcere di Gazzi. Sono 28 le persone finite sotto inchiesta (inizialmente erano 34) e alle quali il procuratore capo Guido Lo Forte, l’aggiunto Vincenzo Barbaro e i sostituti Maria Pellegrino e Angelo Cavallo hanno inviato gli avvisi di garanzia.
Estorsione e prestiti a strozzo. Confermate due condanne.
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Restano in piedi le condanne nei confronti di Antonino Bonaffini, detto “Ninetta”, e del cognato Antonino Mangano, per vicende di usura ed estorsione. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione, che hanno respinto i ricorsi dei difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro e Giuseppe Donato. In appello erano stati inflitti […]
