Assolti gli imputati del processo scaturito dall’operazione antidroga ‘Drug Express’. I presunti spacciatori rifornivano la zona jonica della provicia di Messina.
località: Messina
Tre arresti per spaccio di droga.
Tre arresti per spaccio di droga.
In due distinte operazioni dei carabinieri e della polizia nella zona sud della città, arrestati tre giovani per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. In carcere sono finiti i fratelli Roberto e Giacomo Carpenzano ed il giovane Andrea Giunta.
Udienza preliminare per 35: raffica di eccezioni.
Udienza preliminare per 35: raffica di eccezioni.
Udienza preliminare per il processo scaturito dall’operazione antimafia ‘Scilla e Cariddi’. Si tratta del blitz contro il clan Galli e dei rapporti con la ‘ndrina calabrese di Bruno Delfino. Raffica di eccezioni presentate dai difensori degli inquisiti.
Spacciatori inseguiti e arrestati.
Spacciatori inseguiti e arrestati.
Quattro giovani sono stati sorpresi dalle Volanti mentre erano intenti a cedere la droga all’interno di un complesso a Bordonaro. Recuperate 21 dosi di hascisc e una di cocaina.
La rete delle talpe anche a Messina spuntano i nomi di Crisafulli e Cuffaro.
La rete delle talpe anche a Messina spuntano i nomi di Crisafulli e Cuffaro.
I responsabili della società ‘Messinambiente’ erano stati avvertiti in anticipo delle indagini in corso. E al centro di questo affare spunterebbe ancora il nome di Totò Cuffaro. Tra gli altri anche il diessino Crisafulli, gli ex sottosegretari Dc Astone e Foti e il professore Alberto Stagno D’Alcontres.
Il pm chiede tre condanne a 17 anni.
Il pm chiede tre condanne a 17 anni.
Si tratta delle richieste formulate dal Pm Vincenzo Cefalo nell’ambito dell’udienza preliminare per uno stralcio dell’operazione antidroga ‘Traffic Maria’. Gli imputati sono: Massimo Angelini, Salvatore Elia, Vincenzo Bartone.
Il racket invisibile costringe a chiudere.
Il racket invisibile costringe a chiudere.
Pochi sono gli investimenti degli operatori per non attirare l’attenzione della malavita. In Sicilia, secondo gli ultimi dati delle associazioni antiracket, ad essere maggiormente colpiti sono le concessionarie di automobili, le grandi attività di elettronica, i magazzini all’ingrosso.
Il pizzo c’è ma non si denuncia.
Il pizzo c'è ma non si denuncia.
Una ricerca dell’Università di Messina sul rapporto tra mafie ed economia nel Mezzogiorno ha svolto un sondaggio tra i commercianti di Messina. Solo il 18% dichiara di conoscere casi di intimidazioni mafiose, il 26% del campione non risponde. Quasi ignorate le leggi contro le estorsioni e l’usura.
‘Omertà figlia della paura’.
'Omertà figlia della paura'.
Secondo Tano Grasso, pioniere dell’antiracket, sul fronte del racket si sarebbe tornati a respirare l’aria di fine anni ’80, mentre a Palermo è anche peggio dove tutti pagano il ‘pizzo’. Bisogna tornare ad informare.
Gli artigli su Messina.
Gli artigli su Messina.
Il nome di Giuseppe Morabito è legato alla città dello Stretto, soprattutto a due delle vicende più cupe: l’omicidio Bottari e la compravendita di esami all’Universita (operazione ‘Panta Rei’). Ma già, in precedenza, la ‘ndrina del ‘tiradritto’ intesseva rapporti ‘sinistri’ in città.
