Boss vero. Che Maurizio Cortese, 40 anni lo scorso 18 aprile, già in galera per gli 11 anni e mezzo incassati nel processo “Epilogo” quale «capo della nuova generazione della cosca di ‘ndrangheta Serraino», fosse al comando del clan con base a San Sperato ed espansione territoriale fino a Gambarie in Aspromonte emerge sì con […]
località: Reggio Calabria
Il clan Serraino e la politica Nicolò: «Dovete fare di più».
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Le intercettazioni finte nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Filippo Aragona danno la conferma che era proprio Domenico Morabito a mantenere i rapporti tra l’on. Alessandro Nicolò e gli esponenti apicali della cosca Serraino, al fine di assicurare al politico l’agognato appoggio elettorale della cosca mafiosa. Il 15 novembre 2014, pochi giorni prima delle elezioni […]
Il contatto tra Serraino e De Stefano-Tegano era Gino Molinetti.
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Gino Molinetti “la Belva”. È un nome ricorrente, il suo, nelle ultime inchieste della Dda: da “Malefix” con le mire scissioniste dai De Stefano a “Pedigree” con il ruolo di contatto fra i Serraino e, appunto, i De Stefano-Tegano. Per gli inquirenti, infatti, appaiono documentate le relazioni tra Cortese e lo storico esponente del potente […]
La guerra dei bar a colpi d’incendi.
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Secondo la ricostruzione della Polizia e della Dda, Morabito era stato autorizzato ad aprire in quella zona, tradizionalmente gestita dai Labate, proprio da Cortese, al quale avrebbe sin da subito promesso somme di denaro in segno di gratitudine. Tuttavia il boss, ritenendosi non soddisfatto dalle prestazioni di Morabito, avrebbe poi preferito ampliare i suoi guadagni […]
«Cosa nostra e ‘ndrangheta aderirono al progetto di Gelli».
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«Cosa nostra, ‘ndrangheta e altre componenti mafiose nazionali non sono mai state organizzazioni solo di tipo mafioso disgiunte da contesti massonici di alto livello». È proseguita la requisitoria del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo nel processo «’Ndrangheta stragista» che vede alla sbarra il boss siciliano Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, ritenuto dalla Dda reggina il […]
La spartizione delle “mazzette”? I clan volevano… trasparenza.
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Fibrillazioni di ‘ndrangheta a parte, tra lamentele e mugugni per l’iniqua spartizione dei proventi del racket e ipotesi di guerre intestine per gli ambiziosi progetti di espansione territoriale di ribelli e scissionisti, la ‘ndrangheta di Reggio-città, quindi il direttorio composto dai De Stefano-Tegano-Libri e Condello, condivideva un obiettivo preciso: imporre il “pizzo” a tappeto e […]
‘Ndrangheta al Nord, i Luppino scoperti grazie ad un pentito.
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È servito l’aiuto di un collaboratore di giustizia, Domenico Agresta, per fare scoprire agli inquirenti l’esistenza di un “locale” di ‘ndrangheta in provincia di Cuneo. Martedì, gli uomini della Squadra mobile di Torino coordinati dalla Procura antimafia del capoluogo piemontese hanno smantellato il “locale” di Bra, facendo emergere come la famiglia Luppino, da Sant’Eufemia d’Aspromonte, […]
Un “locale” di ‘ndrangheta da Sant’Eufemia a Cuneo.
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Dodici presunti ‘ndranghetisti sono finiti in manette ieri mattina in Piemonte in un’inchiesta eseguita dalla Squadra mobile di Torino. Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale sono finite 12 persone, 8 delle quali in carcere e 4 agli arresti domiciliari. Contestualmente agli arresti sono state eseguite 30 perquisizioni domiciliari nelle province di Torino, Cuneo […]
Il clan “melitese” in Brianza s’era preso un hotel in Liguria.
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Modi violenti e minacce di pesanti rappresaglie. La forza intimidatrice del gruppo si è stretta come una morsa attorno alle vittime, costringendole a convivere con la paura. A Desio, popoloso centro della cintura monzese, come in Calabria, la ‘ndrangheta faceva la voce grossa, arrivando ad accaparrarsi persino un albergo, a suon di estorsioni e usura. […]
“Waterfront”, annullata la misura per Custureri.
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Il Tribunale della Libertà, sciolte le riserve a seguito dell’udienza dello scorso 25 giugno, ha annullato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria nei confronti dell’ingegnere Santo Custureri. Disposta dai giudici, dunque, l’immediata cessazione degli effetti dell’ordinanza eseguita nell’ambito dell’operazione antimafia “Waterfront” della Dda di Reggio.
