Da vittima a complice, «sodale» come dicono gli inquirenti, prestanome. Questo il percorso che avrebbe compiuto il costruttore di Altarello Francesco Pecora, morto nel 2011 ai cui eredi i giudici, su proposta degli investigatori della Dia, hanno confiscato un patrimonio da 100 milioni di euro. Un comportamento simile a quello di tanti altri imprenditori palermitani, emerso in diverse indagini.
