Pagò con la vita il suo atto di coraggio di opporsi ai signori del pizzo che volevano che si assoggettasse alla loro legge. E lo fece pubblicamente, senza timore delle conseguenze che il suo gesto avrebbe potuto comportare. Libero Grassi, l’imprenditore che si oppose alla mafia, il 10 gennaio 1991 affidò la sua lettera aperta al nostro giornale, nel tentativo di scuotere le coscienze di una città soggiogata al volere di Cosa nostra. La sua ribellione lo portò all’isolamento, lasciato da solo in quella battaglia per la legalità anche dagli altri imprenditori che, per paura, non si schierarono al suo fianco.
