C’è un imprenditore che filma il suo estorsore e gli dice die si neve vergognare. C’è il costruttore detective che pedina il mafioso e annota tutto, compreso che era venuto a eludere il pizzo assieme «al figlio di 13-14 anni». Un altro che si finge operaio e registra il dialogo con il mafioso che gli è venuto a chiedere il pizzo. «Guardi, io ho un figlio carabiniere. Pizzo non ne posso pagare e stia attento che ci sono le telecamere che riprendono tutto». Fino a qualche anno fa tutto questo sembrava fantascienza, adesso è messo nero su bianco nell’indagine di Dda e carabinieri sulla mafia del Borgo Vecchio. Se le cose stessero così ovunque in città, allora Cosa nostra sarebbe al capolinea.
