La ribellione contro il pizzo. Venti fermi al Borgo Vecchio.

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Spiragli di libertà al Borgo Vecchio. Commercianti e imprenditori, forse stremati dalla crisi, iniziano a parlare e denunciano gli estorsori che chiedono «regali per i carcerati», soldi a Natale ed a Pasqua, o magari pranzi gratis in trattoria. Una novità per il quartiere, enclave ad altissima densità mafiosa a due passi dai negozi di lusso di via Libertà e pure una buona notizia per la città. Dove certo in tanti continuano a pagare ed a tacere ma in fondo, lo dicono gli stessi mafiosi nelle intercettazioni, è diventato pericoloso chiedere anche un contributo di 100 euro al mese. «Non è più come una volta, i cristiani sono tutti sbirri». Venti i fermi disposti dalla direzione distrettuale antimafia ed eseguiti dai carabinieri del comando provinciale