Per anni, anche se non ha mai denunciato minacce o richieste estorsive, è stato ritenuto una vittima dei boss. Uno che pagava senza fiatare, ma che pagava: «Versava tremila euro a Pasqua e a Natale…», disse Manuel Pasta in uno dei suoi primi interrogatori. Ma aldilà del ruolo e delle rapine subite, gli investigatori della Dia definiscono Giardina un «soggetto socialmente pericoloso», soprattutto per la sua «vicinanza ad alcuni affiliati», ed in particolare a Salvatore Milano, «per conto del quale si è intestato fittiziamente quote di alcune attività commerciali».
