Un imprenditore milionario a disposizione per tutte le esigenze di Cosa nostra: prestava case e terreni dove furono uccise o sepolte le vittime dei boss e faceva anche la «gentilezza» di riscuotere il pizzo. Questo il ritratto che emerge di Salvatore Cataldo, 71 anni appena compiuti, di Carini, dalle numerose sentenze che lo riguardano. Condannato all’ergastolo per alcuni delitti avvenuti nei primi anni del 2000 quando da quelle parti dettavano la loro legge sanguinaria i Lo Piccolo, l’ultimo provvedimento nei suoi confronti è una confisca da 10 milioni di euro eseguita dalla polizia.
