L’asse di ferro fondato sul sangue.

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Sono malacarne, di razza, amati e forse anche temuti dallo stesso Totò Riina per la loro ferocia e anche per l’efficienza, ma i Galatolo-Fontana sono fondamentalmente malacarne. Brutta gente, in altre parole. In Cosa nostra non ci sono gentlemen o figli di Maria, solo criminali più o meno efferati, più o meno radicati sul territorio e di rilievo nell’organizzazione, più o meno muniti di una tradizione. I Fontana dell’Acquasanta, assieme ai loro parenti Galatolo, hanno tutto questo e pure di più: il radicamento, innanzitutto, e il controllo pressoché assoluto del territorio la tradizione secolare lo spiccato senso degli affari. Soprattutto, sono criminali che non guardano in faccia nessuno, capaci di fiutare il vento del potere dentro l’associazione mafiosa.