Per la Procura, in quel noto locale in riva al mare, all’interno del rimessaggio «Marina Arenella», sarebbero stati investiti i capitali il¬leciti del boss dell’Arenella, Gaetano Scotto, che ne avrebbe affidato la gestione ad un nipote, Antonino Rossi, in modo da evitare sequestri. Secondo il tribunale del riesame, invece, il «White Club» non avrebbe nulla a che vedere con Cosa nostra: a quasi tre mesi dal sequestro, infatti, i giudici hanno deciso di annullare integralmente il provvedimento. Il «White Club» era stato sequestrato il 18 febbraio, nell’ambito dell’inchiesta della Dia denominata «White Shark», contro il clan dell’Arenella.
