Affari illeciti occultati grazie alle donne prestanome.

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«Che non si cerchi le scuse, perché io l’affogo». Non va troppo per il sottile, il palermitano Giuseppe Scialabba, quando si tratta di preservare gli affari. Finito ieri in manette con l’accusa di far parte del mandamento di San Mauro Castelverde, non ha esitato neppure a mettere in mezzo le donne della sua famiglia pur di portare avanti indisturbato le sue attività. Intestando, per esempio, una di queste alla sorella di sua moglie, la cognata 25enne Arianna Forestieri, proprietaria di facciata, secondo gli inquirenti, de La Nuova Sanitaria di via Libertà, a Finale di Pollina.